“Ci sono luoghi che sembrano essere fuori dal tempo, dove tutto scorre lentamente, seguendo i ritmi della natura e delle stagioni.

Solo perdendoti tra i morbidi profili di queste colline, puoi scoprire i tesori di cui i loro abitanti si fanno custodi…”

Sulle colline ad est di Barolo c’è un piccolo borgo sorvegliato da un antico castello, un tempo silenzioso rifugio di brillanti maitre à penser. Siamo a Perno, frazione del comune di Monforte d’Alba, nel cuore della zona di produzione del Barolo, “Re dei Vini, Vino dei Re”. È in questo scenario che Mario e la sua famiglia si prendono cura di circa 5 ettari di vigneto, proprietà dei Fontana da sei generazioni.

 

Le vigne, disseminate in alcune delle migliori zone di produzione tra i comuni di Castiglione Falletto (Villero, Valletti, Pozzo), La Morra (Gallinotto) e Sinio (Vigna del Castello), ospitano filari di Nebbiolo, Barbera e Dolcetto, vitigni autoctoni di questo angolo di Piemonte, le Langhe, noto in tutto il Mondo per la generosità con cui dona vini dalle qualità straordinarie. Le cosiddette “terre bianche”, composte da argille, marne calcaree, marne bluastre, tufo, sabbie e gessi solfiferi, l’altitudine, compresa tra 150 e 450 metri sul livello del mare e l’escursione termica tra giorno e notte contribuiscono infatti a conferire ai prodotti di questa zona le peculiari doti di finezza e struttura.

 

Un grande vino, certamente, nasce nel vigneto. Ma è soprattutto grazie all’esperienza che Mario sa trasformare le sue uve in vini meravigliosamente austeri ed eleganti, che ben esprimono le enormi potenzialità dei rossi piemontesi. In cantina lavora nel pieno rispetto della tradizione: pazienza e perseveranza sono le doti che permettono a lui e ad altri sapienti uomini di Langa di ottenere prodotti oggi ai vertici delle eccellenze vitivinicole mondiali.

 

“Un bicchiere di vino non si nega a nessuno”: con questa frase Mario accoglie chiunque bussi alla sua porta, dimostrando quella sincera ospitalità che solo un orgoglioso custode della propria terra sa elargire.


“Per me il Barolo non è soltanto un vino. Fa parte della mia cultura e della mia identità – mi dice chi sono e da dove vengo. Quando bevo un bicchiere di Barolo, ricordo sempre mio nonno. Il Barolo, infatti, sembra racchiudere in sé qualcosa dello spirito del vero uomo di Langa. Ha la stessa forza, la stessa dignità e quel carattere, che nel contempo si rivela severo, austero ed onesto.

Il mio Barolo è come mio nonno, come quegli uomini di un'altra epoca – a cui non piaceva farsi conoscere da tutti facilmente. Questo vino è esattamente la stessa cosa: non si rivela mai velocemente. Dovrete scoprirlo, lentamente e con impegno: non bisogna avere fretta, ci vuole tempo, pazienza ed esperienza.

Questo è il modo con cui si conquistano le belle cose della vita, che sono difficili da raggiungere e che racchiudono in sé significati molto profondi.”



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